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Il mondo in difficoltà nella risposta ai bisogni alimentari urgenti

Опубликовано 21 Август 2009
Patharghata Upazila, Bangladesh, Luglio 2008, distretto di Borguna. Una donna si lava nello stagno del villaggio di Jhintola. Lo stesso stagno viene utilizzato dall'intera comunità come fonte e lavatoio.
Mentre un miliardo di persone soffre la fame ogni giorno, si indebolisce la risposta del mondo ai bisogni più urgenti di chi soffre la fame. Inevitabili i tagli all'assistenza alimentare.

Il Programma Alimentare Mondiale prevede di sfamare, nel 2009, 108 milioni di persone in 74 paesi. L'agenzia, tuttavia, si trova a dover affrontare una scarsità di fondi "pericolosa e senza precedenti", ha detto Josette Sheeran, Direttore Esecutivo dell'Agenzia dell'ONU.    
"Il budget di questo anno calcolato sui bisogni, per le operazioni approvate e quelle stimate, è di 6,7 miliardi di dollari, e secondo le nostre previsioni e il lavoro con i governi, stimiamo di ricevere 3,7 miliardi di dollari", ha spiegato Sheeran, nel corso della conferenza stampa che ha preceduto gli incontri alla Casa Bianca.   
"Siamo stati costretti a tagliare 3 miliardi di dollari dai nostri programmi, che significa una riduzione nelle razioni e nei progetti di aiuto alimentare in tutto il mondo, inclusi quelli destinati alle persone più vulnerabili del pianeta", ha aggiunto.     
Meno cibo per i bambini   
In Bangladesh, paese con una popolazione tra le più affamate del mondo, il WFP prevedeva di sfamare 300.000 bambini nelle scuole. Riuscirà tuttavia a raggiungerne appena 70.000.    
La penuria di fondi potrebbe voler dire che in Guatemala, ad agosto, circa 100.000 bambini sotto i 5 anni e 50.000 donne incinte o che allattano perderanno la loro fornitura di Vitacereal, una miscela di mais, soya e micronutrienti ad alto  contenuto nutritivo.    
Josette Sheeran ha detto che il mondo sta 'giustamente' cercando soluzioni sostenibili al problema della fame mondiale e ha applaudito l'impegno, preso durante l'ultimo G8, a promuovere la sicurezza alimentare globale. Ha sottolineato che quest'impegno, focalizzato soprattutto sullo sviluppo agricolo, dimostra che il mondo industrializzato "prende seriamente il problema della sicurezza alimentare".   
"Allo stesso tempo però, dobbiamo restare al passo con le esigenze che nascono dalle emergenze e che sono in costante aumento" ha aggiunto Sheeran. "Il problema non si limita alla produzione agricola; la vera sfida è rappresentata dal fatto che la gente non ha accesso al cibo, per la mancanza di infrastrutture o perchè non può permetterselo".    


La crisi peggiora la situazione   
Le analisi del WFP confermano che la crisi del cibo non è finita nel mondo in via di sviluppo. Infatti, in molti paesi, la situazione è più allarmante oggi di quanto non lo fosse lo scorso anno, questo a causa dell'impatto che hanno avuto gli alti prezzi del cibo, insieme alla recente crisi finanziaria.   
Nuovi dati della FAO indicano che i prezzi del cibo sono più alti oggi che un anno fa (quando si è raggiunto l'apice della crisi globale del cibo), in più dell'80 per cento dei paesi in via di sviluppo. 
Josette Sheeran, che ha chiesto all'amministrazione Obama di rendere prioritario il problema della sicurezza alimentare, è stata a Washington per chiedere ai policy makers di affrontare  i più urgenti bisogni alimentari nello stesso modo in cui sta cercando soluzioni a lungo termine per sconfiggere la fame.    
In vista del G20 che si terrà a Pittsburg a settembre, presieduto da Barack Obama, Josette Sheeran ha detto che il WFP richiamerà tutti "a intraprendere un'azione non solo contro la crisi economica ma anche contro la fame".